Circa due anni fa sono finito nel vortice di questa passione che si chiama homebrewing.
I primi kit, poi il primo corso all grain, poi a seguire l’acquisto più o meno compulsivo dell’attrezzatura e poi per finire la fase nerd (libri, guide, corsi di primo e secondo livello etc)…
La parte più bella di tutto è sicuramente la sperimentazione… nuovi luppoli, malti diversi, lieviti nuovi etc… tutto nel frenetico tentativo di creare la tua birra preferita.
Quando però l’aspirazione di creare la “TUA” birra raggiunge il livello più alto non si può fare a meno di avere il desiderio di usare i “propri” ingredienti.

Non disponendo però né di distese di campi d’orzo, né di laboratori per sviluppare un ceppo di lievito, non resta altro da fare che “ripiegare” su qualche spezia/ingrediente autoprodotto (in una saison ad es. ho usato buccia di mandarino fresca del mio giardino) o sul luppolo.
Di conseguenza, quando MR MALT è partito con la vendita on line delle piantine di luppolo, in maniera compulsiva (tempo 15 sec da quando ho letto il post) è scattato l’ordine.
Qualche scambio di pareri con altri amici su FB (Antonio Golia in particolare e gli amici del gruppo Luppolo italiano – come coltivare il luppolo in Italia) e si è partiti con una nuova sfida: 9 piante in terra a marzo!
Tanto per iniziare ho scelto i luppoli delle varietà che uso più di frequente: nello specifico 3 cascade, 3 comet, 1 chinook e 2 mount hood (questo confesso di non averlo mai usato, ma mi incuriosiva il profilo).
Ho poi individuato la porzione di terreno da dedicare alla coltivazione e la disposizione ottimale delle piantine con relativi supporti immaginandone lo sviluppo lungo la stessa direttrice il prossimo anno.

Mi sono autocostruito supporti a “T” di 4,5 m (non sono riuscito a trovarne di più alti) di cui 60cm sotto terra con rinforzo in cemento. Al momento occupo una striscia di terreno 12m x 2m. Tutto il campo era stato già concimato naturalmente.
Le piantine sono state messe a dimora in prodi rialzati 40×40, è stata fatta una prima potatura a metà aprile e da qualche settimana sono venuti fuori i primi fiori sul cascade (una pianta già l’avevo da un anno) e magicamente su 2 comet.
Le piante in questione nel frattempo hanno abbondantemente superato i supporti costruiti cosa che mi costringerà a costruirne di nuovi e ben più alti il prossimo anno.
Come si fa poi con le cotte ho preparato un quaderno di appunti nel quale sto annotando i vari passaggi effettuati.
Chiaramente la qualità del prodotto quest’anno non sarà eccelsa e nemmeno perderò tempo (e soldi) per far analizzare da qualcuno la composizione in AA,, ma vi assicuro che è una gran bella soddisfazione vedere crescere qualcosa di tuo.
Intanto sono state già ordinate altre 10 piantine ed alla prima occasione ne verranno ordinate delle altre. L’anno prossimo verranno predisposti altri tre filari e che Dio ce la mandi buona (la birra!!!)… #bracciasottratteallagricoltura!

 

 

 

 

 

maggiori dettagli e foto potrete trovarli sulla pagina Brasseria Clandestina


                

 

 

Tino De Luca

Tino De Luca

Professionista bancario nella vita reale, homebrewer nella vita parallela.
Dopo aver bevuto per anni Peroni venni folgorato sulla via di Damasco assaggiando una birra di un noto produttore passato da poco sotto l'ala protettrice di un grosso gruppo industriale. Buyer compulsivo di attrezzature e materiale per l'homebrewing, amante del potere conviviale e socializzante della birra, sostenitore slowfood e più in generale di tutto ciò che è artigianato ed eccellenza di un territorio.
Tino De Luca

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