Dice il siculo saggio:

“Acqua, cunsigghiu e sali a cu n`addumanna `n ci nni dari.” Detto Siciliano

 

Si diceva: “Sarà una vacanza rilassante…”

Si diceva: “Ho bisogno di riposare…”

Si diceva: “Non portiamo troppa roba, altrimenti sai che fatica caricare e scaricare l’auto??…”

Risultato?

3000 km fatti in un’auto stracolma in 11 giorni, giornate iniziate alle 8 di mattina in spiaggia e finite a bere a mezzanotte in giro per Trapani e provincia…

 

Mentre noi eravamo intenti a gironzolare per le vie dei borghi siciliani, il piccolo Cesare, da buon animale “de furest” si godeva le bellezze locali, razzolando su e giù per mari e monti e strafogandosi di ricotta.

 

 

 

 

 

 

 

 

Una delle prime sere, approfittando di un piccolo coma glicemico di Cesare, mi sono avventurato in quel di S. Vito lo Capo, dove ho trovato la Golden Seed Red, la doppelbock del Birrificio Semedorato, molto diffuso sull’isola. Si tratta di una lager da 7 ABV dai marcati sentori maltati, di caramello, con un leggero aroma tostato e sapori che richiamano gli aromi. La schiuma era compatta e bianca (anche se il bicchiere non era propriamente il migliore  😕  ), mentre il colore della birra era ambrato limpido…

Una discreta birra senza eccessive pretese, ottima per una tranquilla bevuta tra amici.

 

 

 

 

 

Ci sono, poi, giornate in vacanza, dove vai al mare, magari alla Riserva dello Zingaro (vedi foto e ti assicuro che non è un acquario), magari la mattina presto così da goderti la quiete prima della tempesta. Verso le 13, quando oramai le orde barbariche di vacanzieri, riscendendo la falesia, avevano invaso la caletta tranquilla in cui ci eravam fermati a godere delle bellezze di Madre Natura, decidiamo di battere in ritirata verso il campo base.

“Sai che c’è, tutt sta natura ha risvegliato l’appetito, prendi quel sacchetto e apri il frigo… ci vuole un aperitivo…

le arancine le mangiamo dopo…”.

 

 

 

 

 

Il sacchetto diventò un cilindro dal quale uscirono taralli, rigorosamente del Tarallificio Tonino; nello scrigno magico trovammo una fresca Zest di Extraomnes 

(i puristi forse penseranno che l’abbinamento non è dei migliori… “Ma sti caXXi, sono in ferie, facit’m sta quiet!!”.

Il colore era un bel arancio con schiuma compatta e morbina, a grana fine, al naso spiccavano aromi fruttati, soprattutto pesca e un leggero speziato, mentre al palato la birra era fresca, dissetante e leggera, con finale secco gradevole, poco amaro.

 

 

 

 

Passarono i giorni, passarono le ore e il ferragosto si avvicinava e con esso le nuvole…. ma questa è una storia che vi racconterò la prossima puntata, intanto, per puro sadismo 😈 , vi lascio con queste opere d’arte della Pasticceria Capriccio di S. Vito lo Capo (Cesare era diventato uno dei loro migliori clienti).

 

KAMPAI!!!  :mrgreen:

….Che la sete di Cesare sia con voi….

 

Ciro Buonaurio

Ciro Buonaurio

Beer-Blogger per dipendenza, amo sperimentare e provare nuovi sapori.
Da un pò di tempo il piccolo Cesare è al mio fianco durante le avventure birraie.
Ciro Buonaurio

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