Prendi una sera, che non è una sera, ma che diventa un mezzogiorno in cui di amici ci è rimasta solo la “stella stellina, data l’ora, l’aperitivo si avvicina”. “Buon Luppolito, ma in questo mezzogiorno di un sabato freddo, cosa facciamo?” La risposta non si lascia attendere: “Anna, non ti dirò che voglio una birra” – per tutta la polvere delle mejo stelline cadenti, sarà malato, incapace di intendere e di volere! – “voglio allargare i miei orizzonti, oggi ti porto al birrificio!” – ok è lui! God save the beer!.

 

 

 

 

 

 

 

 

All’indomani della visita alla sorellina Sibillina Casertana, ci rechiamo da lei, la custode di tutte le ricette flegree, la Sacerdotessa Cumana. Arrivati in loco, incontriamo il Guru e la sua Susina al varco quindi, senza indugio, entriamo. Davanti a noi un tripudio d’acciaio: 3 tini che a differenza del vaso di Pandora, vanno sempre aperti! Magheggiata la ricetta profetica e macinati gli ingredienti segreti, essi vengono coccolati nel primo vasino dove, idratandosi, passano per lo status delle vecchie zitelle acide per poi, fortunatamente, iniziare a dar vita al dolce nettare. Via con lo step numero 2: una bella doccia calda con l’acqua proveniente dal secondo vasino, sparsa come polvere di stelle cadenti, per recuperare gli zuccheri che, nel mentre, ha perduto quello smielato di un mosto! E vai con i bollori, terzo vasino dove il nettare zuccheroso abbraccia i suoi amichetti Luppolini, prima di essere centrifugato, mi pare in giro ci fosse una “Whirlpool”…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanta fatica, per il nostro fantastico ciccino mosto che messosi a riposo nelle otri magiche si dà all’alcool! Nel frattempo, per ingannare l’attesa, volano assaggini birrosi, più di 1, ma anche più di 5, del resto questo è il compito della somma Sacerdotessa: offuscare le menti per elevarle alla comprensione dei segreti della vita.
“Caro e fidato Luppolito, ma mi avevi detto che era semplicemente una visita guidata”, ma lui, che guarda estasiato i fermentatori, mi dice: “Annaaaaa, la teoria è importante, ma io continuo a preferire di gran lunga la pratica: CHEERS!”

 

Anna Della Medaglia

Anna Della Medaglia

"Non so cosa faccio, so quello che mangio" e da un po' di tempo cerco di sapere quello che bevo! Neoapprezzatrice di birre e amante indiscussa dell' IPA; sempre pronta per avventure beer-gastronomiche perché il più grande amore di sempre, indiscusso e disinteressato, è quello per la buona tavola posizionata in un sistema di riferimento inerziale e molto ma molto affollato. Cheers!
Anna Della Medaglia

Latest posts by Anna Della Medaglia (see all)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*