Da non molto sono diventato un possessore dell’Inkbird 310T-B, una versione “evoluta” del suo predecessore. La novità la possiamo ritrovare nell’inserimento della gestione di fermentazioni multi-temperatura. In verità, con l’acquisto della sonda lunga da 12″, può essere usato anche per il mash nei sistemi RIMS.
Tra vari impegni (cotte, bevute goliardiche, beer attraction e un pò di lavoro), sono riuscito a ritagliarmi del tempo per una prova sul campo del nuovo gioiellino targato Inkbird. La mia non vuole essere una vera e propria recensione, ma la condivisione con dati alla mano dell’esperienza fatta sul campo, buttando un occhio alla nuova feature introdotta.

Inizio proprio da quest’ultima, praticamente ora è possibile impostare dei cicli/step di fermentazione entrando nel menu apposito, come illustrato nel seguente grafico (posizione UT in alto a sinistra).

Menu Flow Diagram
Menu Flow Diagram

Ipotizziamo di voler fermentare i primi due giorni a 25 °C, altri due a 26 °C, per poi concludere a 22 °C i tre giorni rimanenti. Nel caso di winterizzazione pensiamo a quattro 4 giorni di cold crash a 3 °C.
Si imposta UT, il Time Unit, in Day e il Cycle Mode (MD) ad 1 (sarebbero il numero di ripetizioni di tutto il programma di fermentazione una volta completato l’ultimo step).
L’impostazione AT (dettagli in seguito), riguarda il punto di ripartenza dopo un’interruzione di corrente, mentre STA indica il numero di stage (step) da compiere, nel nostro caso sono 4 (winterizzazione inclusa).
SST indica da quale stage partire, è utile nel caso in cui AT è in manual per ripartire dallo stage desiderato dopo un black-out.
Da qui in poi avremo la possibilità di impostare, per i nostri 4 step, i valori di temperatura (S01), la durata (H02) e la tipologia di allarme da emettere a fine stage (U01). Si procede poi con S02, H02, U02 e così fino a 4. 

Parametro AT
Dicevamo occhio alle interruzioni dell’alimentazione (blackout ad esempio), in questo caso sarà il valore di AT a decidere come e da dove ripartire, il manuale ci aiuta in questo tema. Io consiglierei un gruppo di continuità per quei casi di interruzione di pochi minuti così da evitare noie e scocciature, per lunghi periodi purtroppo tra elemento caldo e freddo l’assorbimento sarà alto e quindi inutile l’UPS.

Date un’occhiata al manuale in inglese, oppure a questo in italiano (manuale utente in italiano) tradotto  dalla nostra volenterosa Anna, per avere un’idea più precisa di come funziona complessivamente il nuovo giocattolino.

Detto ciò veniamo alla prova sul campo!!

Condizioni iniziali:

  • Camera di fermenzione: frigo
  • Elemento caldo: fascia super cinese da 30W
  • Fermentatore: 25L in plastica
  • Punto di lettura della sonda: direttamente nel liquido attraverso pozzetto in acciaio
  • Sonda: Inkbird ITC-308S (NTC 12″)
  • Setpoint 23.5 °C

Risultati del test:

Test effettuato con un sistema di monitoring esterno

Bhe, come si evince dal grafico, il 310T-B si comporta egregiamente raggiungendo un errore massimo positivo di 0.5 °C ed uno negativo di 0.25 °C. Purtroppo il minimo valore di tolleranza è di+/- 0.20 °C, evidentemente la scelta del progettista è finalizzata a preservare il relè evitando on/off continui con conseguenti effetti flipper della temperatura. Tutto sommato, trovandoci di fronte ad un processo termico lento, il risultato è più che accettabile considerando anche la facilità di installazione e di utilizzo ad un prezzo accessibilissimo.

Raffaele Maietta

Raffaele Maietta

Appassionato di informatica ed elettronica, cerco di ricorrere a queste due arti per capire e risolvere i "problemi" della mia vita.
Donne a parte, perchè esse costituiscono un'equazione impossibile.
Raffaele Maietta

One thought on “Controller Inkbird 310T-B: panoramica, prova sul campo e considerazioni

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