Avete presente il “quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo?! Un bellissimo olio su tela dove in prima fila ci sono due uomini e una donna con un bambino in braccio e dietro di loro una schiera di lavoratori…. Beh, come numero ci siamo, come determinazione anche, l’entusiasmo no, il nostro, venerdì sera, era alle stelle! 

Siamo in zona Flegrea, in un allegro birrificio  che allieta le giornate di noi stanchi lavoratori che non vogliamo far altro che dar sollievo a gole arse.

Così, come  in Kentucky, qualche km a Sud ovest della Pennsylvania, nei decenni tra 700 e l’800 la classe lavoratrice si scaricava degli sforzi del lavoro, anche io, il Guru e la sua Susina e  l’Ymbmer decidiamo di fermarci e bere la nostra Kentucky Common che è stata a riposare da brava bambina in uno scrigno fatto di legno di rovere.

Il Guru si avvicina alla botte per dare inizio alle danze, così gli chiedo: “mentore e guida profetica, anche tu in versione Prime Brew per il primo assaggio del mastro birraio?”

Lui, che annusa e riempie bicchieri mi risponde:”una pinta di birra è un pasto da re, diceva Shakespeare. Annaaaaaaa, il prime brew è solo per iniziare, passa i bicchieri e beviamo!”

La nostra Kentucky common ha il sapore di autentico, unico: è una birra atipica che non ha termini di paragone! Versione mulatta alla quale malti caramellati hanno donato colore e cuginetti luppolini di varie provenienze, con moderazione, le hanno regalato un profumo che fa riecheggiare nell’aere i versi soddisfatti delle classi operaie dopo aver bevuto…. “Mmmmmmm…”

Una birra secca alla quale il riposo in botte ha fatto mooooltoooo bene!!! Dal bancone, come autotreni, partono bicchieri pieni e naturalmente ritornano “puliti”, mai ridare il bicchiere intatto, l’affronto sarebbe punito!

E così, come sempre accade per il dopolavoro, oggi come secoli fa, tutto diventa una festa.

Il motorino passava e quell’uomo gridava: “sono la polleria”! Ed ecco che bevendo una birra, ma forse pure più di una, ti ritrovi a mangiare pollo allo spiedo con le mani, what else?!

La serata va così: tante risate birrose, amici che si ritrovano e chiacchierano, i TREtre homebrewers portano alla prova dell’assaggio la loro Blanche che è da perfezionare ma che io e Susina abbiamo molto gradito!

“Sommo maestro, ma alla fine, la nostra Kentucky, com’è venuta?” e lui con fare tibetano mi risponde “cara Anna, la nostra è una birra che non fanno più, per la quale come metro di giudizio, resta solo il fattore più importante: se ti piace o no! sient fa accussì nun da’ rett a nisciun, biv!”

“Obbedisco! Ergo…. CHEERS!!” 

Anna Della Medaglia

Anna Della Medaglia

"Non so cosa faccio, so quello che mangio" e da un po' di tempo cerco di sapere quello che bevo! Neoapprezzatrice di birre e amante indiscussa dell' IPA; sempre pronta per avventure beer-gastronomiche perché il più grande amore di sempre, indiscusso e disinteressato, è quello per la buona tavola posizionata in un sistema di riferimento inerziale e molto ma molto affollato. Cheers!
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