Caro Southern,

oggi facciamo un piccolo ripassino di storia italiana, in particolare ci soffermiamo sul fenomeno del brigantaggio, che ha interessato l’Italia centro-meridionale tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento.

La nostra lezione si sofferma sulla figura di Domenico Tiburzi, famoso brigante della Maremma toscana. Il Tiburzi visse nella macchia grossetana per 30 anni, tra alleanze con altri briganti e omicidi che avevano l’unico scopo di sovvertire l’ordine costituito di signorotti e latifondisti locali che opprimevano la povera gente, dalla quale era ben voluto e amato.

Nella sua carriera Tiburzi si conquistò l’appellativo di “Livellatore” e forse il mastro birraio del Birrificio Terre di Faul si è ispirato proprio alla figura leggendaria di questo brigante per la sua birra, oltre che per il nome, anche per alcune caratteristiche particolari.

 

 

La Tiburzi, infatti, può sembrare una birra molto luppolata, spinta, decisa (ricordiamo che si tratta di una American Pale Ale), ma già quando la porti al naso riconosci profumi tropicali di mango e di agrumi (probabilmente grazie all’utilizzo di luppoli Cascade e Citra, anche se vengono usati anche luppoli Calypso e Columbus) poi mano a mano che si riscalda escono fuori anche sentori di cereali.

 

Anche all’entrata in bocca risulta equilibrata, leggermente pungente all’inizio, poi anche li si apre il luppolo con il suo sapore agrumato e deciso, con una leggera punta acidula. A fine bevuta rimane un buon amaro persistente e un senso astringente. L’equilibrio e la bevibilita’ sono la sua forza.

Come si vede, il colore è giallo carico, con schiuma spumosa a grana fine.

 

 

 

L’abbinamento proposto dal publican Giacomo dello Sturgis Beerhouse di Brusciano per l’evento “America all’Italiana” è un panino fatto con un cheese steak di bufalo campano, funghi champignon e cipolla ramata di Montoro caramellati con salsa barbecue di pomodoro San Marzano. La birra con il suo lato amaro contrastava la dolcezza della carne e del fungo, mentre il sapore piccante del formaggio Monterey Pepper Jack (versione del Monterey Jack con aggiunta di peperoncino jalapeno) e la leggera acidità della crema di melenzane veniva mitigata dalla freschezza della birra e dal suo potere astringente.

Come sempre Giacomo ci stupisce sempre con i suoi abbinamenti, infatti quando ho sentito della serata non ho esitato a prenotare  😎

America all’italiana è stata una serata che ha permesso di abbinare sapori apparentemente lontani: pomodori San Marzano, bufala campana, cipolla ramata di Montoro, birra viterbese DOC (non a caso Terre di Faul è legalmente un birrificio agricolo in quanto utilizza il 95% di orzo autoctono)   uniti a luppoli americani; una fusione tra amore delle tradizioni locali e i sapori d’oltreoceano.

 

Ci vediamo alla prossima bevuta

 

KAMPAI!!!

 

 

Ciro Buonaurio

Ciro Buonaurio

Beer-Blogger per dipendenza, amo sperimentare e provare nuovi sapori.
Da un pò di tempo il piccolo Cesare è al mio fianco durante le avventure birraie.
Ciro Buonaurio

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