MashUp + Cà del Brado = Essenza dell’artigianalità Made in Italy

 

L’incontro di queste due realtà brassicole è avvenuto presso il Murphy’s Law di Napoli, in occasione della serata di presentazione di due nuove birre del Birrificio Cà del Brado, che ha coinciso con la tappa napoletana del Tour of the Hops di Mashup Brewing.

MashUp Brewing è un beerfirm di due ragazzi romani (Andrea ed Emanuele in foto) nel cui sangue scorre più luppolina che globuli rossi, non hanno impianto, ma le loro idee fermentano in continuazione per preparare ricette che si basano su semplicità e la bevibilità: a volte una Pale Ale fatta bene è molto più appagante e difficile da costruire rispetto ad una “Imperial sour brett farmhouse ale con aggiunta di miele di api della Guinea e spezie della Patagonia…….”

Cà del Brado non avrebbe bisogno di presentazioni, ma per chi non la conosce è una cantina brassicola bolognese, conosciuta per l’elevata qualità delle sue birre: la loro idea di birra miscela la tradizione con la sperimentazione, dando vita a veri e propri capolavori. (provare per credere  😎  )

Due stili e due concetti di produzione diversi, ma comuni, che rappresentano modi diversi di intendere il prodotto BIRRA.

Tentando di seguire un filo logico ho iniziato con la Pale Ale di Mashup, la Loop: la birra è una ale fresca e beverina, molto pulita e semplice, alla vista si nota il colore giallo torbido e una schiuma che denota una buona carbonazione; l’odore è fresco e si avvertono leggeri sentori di luppolo, che vanno sull’agrumato.

Al palato la sua delicatezza non mi sorprende, poi il bilanciamento, tipico del suo stile, inizia a tendere verso l’amaro, scivolando e battendo ai lati della lingua con il luppolo, che asciuga la bocca e lascia un retrogusto amaro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo questa intro decido di provare  la loro IPA, la Indie Pop, creando una masnada con Antonio: all’occhio il suo colore giallo carico tendente all’ambrato invita a berla subito, ma noi, ligi al dovere, mettiamo prima il naso nel bicchiere e scopriamo un bel bouquet di profumi di scorza di arancia e pompelmo, iniziando già ad avventurarci verso piantagioni di luppoli, nelle quali andiamo a sbattere quando (finalmente) la beviamo; la luppolina si sprigiona con vigore sulla punta della lingua, lasciando, poi, sensazioni palatali abbastanza amare.

 

 

 

 

 

Andrea ed Emanuele se leggete questo blog,

per favore, procuratemi un vostro sottobicchiere

fatto con il mini-vinile di MashUp!!!!

 

Non contenti io ed Antonio continuiamo l’associazione a delinquere e decidiamo di affrontare la Cuveè de Zrisa di Cà del Brado, presentata quella sera in anteprima con altri locali in Italia: già il suo colore rosso rubino fa pensare più ad un vino che ad una birra e in effetti al naso si nota subito il profumo del mosto di vino, quello fatto da pochi giorni, un’essenza dolce e delicata, che sul finale lascia spazio a soavi note di ciliegia.

Il fattore ciliegia ritorna anche in bocca, insieme alle note vinose, che alla fine sfociano in una gradevole e tenue acidità ed entrambe le sensazioni rimangono al palato. La birra è stata ottenuta con la macerazione di duroni di ciliegie di Vignola, che sono state aggiunte alla birra precedentemente raffinata in rovere con brettanomyces bruxellensis: viene fuori un prodotto complesso, che presenta una acidità, forse, troppo tenue e leggera, probabilmente data dalla sua “precocità”… una birra non proprio adatta a tutti i palati (un po come tutte le birre acide).

 

 

 

 

 

Alla terza birra la parte buona che è in me prevale sul demone assetato che mi possiede e decido di fermarmi per poter tornare sano e salvo a casa con la macchina.

 

Per chi volesse provare le birre di Mashup Brewing, conoscere e parlare con Andrea ed Emanuele, è prevista un’altra serata il 17/11/17 al Pub27 di Pompei.

 

Come sempre, vi saluto con lo stesso invito a bere in modo responsabile

 

KAMPAI!!!  😎

Ciro Buonaurio

Ciro Buonaurio

Beer-Blogger per dipendenza, amo sperimentare e provare nuovi sapori.
Da un pò di tempo il piccolo Cesare è al mio fianco durante le avventure birraie.
Ciro Buonaurio

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